La Gommalacca: come si fa e a cosa serve

La gommalacca è una secrezione di un insetto, il Kerria lacca, che deposita la sua secrezione sulla corteccia degli alberi che una volta decorticata e filtrata viene venduta in scaglie a peso. La possiamo acquistare in ferramenta. Può anche essere de-cerata nel caso in cui ci serva un lucido incolore. Per poterla rendere un lucido la si scioglie in alcol a 94 gradi. Se usiamo un tipo di alcol di gradazione inferiore la gommalacca si scioglie solo in parte e potrebbe alterare la lucidatura.

Il procedimento per lo scioglimento è il seguente:

    1. Prendete un contenitore dotato di tappo (es. passata di pomodoro) anche di plastica va bene
    2. inserite dentro le scaglie di gommalacca e mettete l’alcol fin dove arriva la gommalacca, ( se dovesse servirvi particolarmente diluita metterete più alcol, per averla più densa meno alcol)
    3. attendete che sia completamente sciolta. Dovrete aspettare un ora circa,se poi si avesse un pò di tempo a disposizione sarebbe meglio farla maturare 2-3 giorni.

Questa ricetta va bene per gommalacca da dare a pennello per il pomacciolo. Io di solito seguo queste proporzioni:

fase iniziale – 1 etto di scaglie di gomma lacca in 1,5 litri di alcol

lucidatura vera e propria – 1 etto di scaglie 1 litro di alcol

brillantatura – 1 etto di scaglie 1,5 litri di alcol

Le tecniche di lucidatura sono tantissime; abbiamo accennato qui a come prepararla in casa con una tecnica che pur essendo relativamente semplice, garantisce risultati apprezzabili sui mobili d’epoca ed in stile se correntemente usata. E voi l’avevate già sperimentata questa tecnica?

Il Ragazzo a bottega

Tempo fa sul Corriere della Sera lessi le interviste fatte ad alcuni ragazzi che avevano deciso di rientrare in Italia per lavorare nel settore dell’artigianato, il principale motore dell’economia italiana, invece che restare all’estero:

Dopo essere andato via dal mio paese, ho lavorato in Libia in una fabbrica di polistirolo e ora sto imparando finalmente il mestiere che ho sempre sognato di fare: il falegname (estratto dall’intervista)

Allora mi sono chiesto: ma quanti di voi sono mai andati a bottega? E perché non approfittarne per contribuire in qualche modo a diffondere la pratica di un mestiere importante e appassionante? (Per vedere le nostre attività ti invito a visitare il nostro sito www.restauromobiliroma.it)

Quindi mi son messo a scrivere questo post per lanciare una proposta a genitori e ragazzi, qualcosa che si usava fare diversi anni fa quando in occasione delle vacanze estive molti genitori mandavano i ragazzi a bottega (sarto,falegname, tappezziere, ecc..).
La bottega è un modello tipico della tradizione italiana che si propone di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni, rafforzare e divulgare l’importanza dei mestieri tradizionali, favorire il ricambio generazionale e stimolare la nascita di nuova imprenditoria nel segno del Made in Italy.

(Anche Google ha capito e ha realizzato questo bel video appositamente)

Io abbraccio naturalmente questi valori e mi impegno con passione per divulgarli, ma in questo caso non lancio la proposta ai giovani “potenziali apprendisti” perché penso che debbano, in futuro, fare questo mestiere, ma più che altro per farli entrare in un contesto lavorativo fatto di orari e piccole responsabilità, per sviluppare la manualità, la gratificazione nel vedere un lavoro, che essendo pratico, ti mette davanti il risultato dei tuoi sforzi.

Presto metteremo on line la brochure con le date e con altri dettagli utili, intanto se volete indicazioni immediate potete scrivere a info@restauromobiliroma.it, chiamare al 3299840160 o visitare il sito www.restauromobiliroma.it, però prima, se vi va, vorrei sapere se voi a bottega ci siete andati, come ricordate l’esperienza, se l’avete trovata utile… insomma condividere con voi un percorso che non è solo lavorativo ma che riflette esperienze di vita.

Vi aspettiamo in bottega!

Come fare un trattamento antitarlo (efficace) da soli

Cominciamo con il dire che esistono molti tipi di antitarlo e ci vorrebbe un articolo dedicato per ognuno di loro, ma vi assicuro che su internet troverete professionisti che decantano il loro metodo antitarlo come il migliore in assoluto e che gli altri sono da considerarsi quantomeno inefficaci, o peggio, da buttare. Poi ci sono hobbisti che hanno trovato la ricetta perfetta perché un vecchio falegname che viveva tra i monti un giorno…. e vissero felici e contenti.

Io penso che ogni metodo abbia dei pro e dei contro e che per ogni tipologia di intervento c’è quello più idoneo alle vostre esigenze e quello meno adatto alla situazione da affrontare. Io ne illustrerò uno che è un metodo molto efficace e usato da più tempo dai professionisti del settore.

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Quello con la permetrina, la sostanza che in maggior misura compone i vari prodotti antitarlo che troviamo dal ferramenta. E’ una sostanza attiva antiparassitaria utilizzata per i presidi medico-chirurgici e come insetticida. Appartiene alla famiglia dei piretroidi ed agisce come neurotossina. Secondo gli studi di un autorevole ente americano, il Connecticut Department of Public Health, questa sostanza ha bassa tossicità per i mammiferi, l’assorbimento attraverso la pelle è limitato e le reazioni allergiche sono rare (fonte wikipedia). In commercio esistono anche degli antitarlo inodore, anche se io, comunque, consiglio vivamente l’utilizzo di mascherina con filtri e guanti robusti.

Come si utilizza?

L’antitarlo deve essere iniettato nei buchi con una comune siringa e le parti grezze dovranno essere spennellate in maniera abbondante. Nel caso in cui al mobile si debba togliere la lucidatura consiglio di fare il trattamento dopo la sverniciatura. (guarda il tutorial)

Portata a termine la fase di sverniciatura si potrà spennellare tutto il mobile e ripassare i buchi con la siringa (dipende dal tipo di lavoro che dovete effettuare). A questo punto prendete del celofan e avvolgete il mobile.

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Sopra il celofan, con un film da imballo da 50 cmm ( di solito si trovano comunemente dal ferramenta), chiudete il vostro sacco avendo l’accortezza di averlo imballato tutto, magari anche più volte. Dovrete lasciarlo per almeno 20 giorni in questa condizione.

Finito l’antitarlo vero e proprio dovremmo passare alla fase in cui cercheremo di rendere meno accogliente possibile, per il temibile tarlo, il nostro mobile; per esempio sappiamo che le parti già trattate difficilmente verranno attaccate dal tarlo per cui conviene passare qualche mano di gommalacca anche nelle parti grezze. Un’altra cosa da sapere riguarda il fatto che i tarli depositano le loro uova in buchi o spaccature del legno, quindi se non dobbiamo lucidare nuovamente il mobile e non possiamo stuccare con stucco tradizionale, dovremo procedere con l’applicazione dello stucco a cera. E’ venduto in bastoncini.

  • Dovete tagliarne un pezzetto e tenerlo in mano
  • dopo qualche istante potete iniziare la manipolazione
  • fate un vermicello a punta e mettetelo nel buco o fessura
  • infine, togliete l’eccedenza strofinando con un panno di lana.

Io trovo questo metodo efficace, semplice ed economico. E voi?

Buon lavoro a tutti da restauromobiliroma

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I mobili della nonna

Cosa fare con i mobili usati ereditati dalla nonna? Quale è il loro prezzo? Come posso valutarli? Cosa conviene tenere e cosa vendere?

L’incipit di questo articolo è composto da 4 domande che spesso mi sento rivolgere dai miei clienti. Premesso che ogni caso è differente e che per “mobile della nonna” intendiamo oggetti che vanno dal 1900 al 1950, senza pretesa di analizzare in questo articolo le categorie e gli stili possibili, prenderemo in esame l’arredamento di una camera da pranzo e da letto cercando di rispondere in maniera esaustiva alle domande iniziali, punto per punto.

Cosa fare con i mobili usati della nonna?

La qualità di questi mobili paragonata a quelli di oggi è senza ombra di dubbio migliore sia per i materiali di costruzione che per le tecniche. Con un buon restauro si avranno mobili che quasi sicuramente vivranno più di noi. Quindi una buona risposta sarebbe “tenerli” con cura (questo senza scomodare il loro valore affettivo).

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Quale è il loro prezzo? Come posso valutarli?

Chiaramente non è possibile fare delle stime generalizzate per tipo di mobile, ma possiamo fornirvi degli elementi sui quali ragionare. Sul prezzo influiscono vari fattori: bisogna tenere conto che questi mobili sono stati fabbricati per le esigenze e le case che c’erano allora, quindi, generalmente, gli armadi da camera da letto, il letto, il buffet e il contro buffet, il tavolo (se non allungabile) sono pezzi difficilmente vendibili rispetto ai comodini, comò, tavolo allungabile e così via, che restano dei pezzi ancora funzionali e richiesti. Poi, altra cosa è lo stato di conservazione che è uno degli elementi chiave per la valutazione. Per le sedie c’e un capitolo a parte poiché bisogna vedere bene se sono mai state attaccate da tarli (puoi approfondire qui www.restauromobiliroma.it) , a quale stile appartengono e quale sia lo stato dell’eventuale tappezzeria presente.

Cosa conviene tenere e cosa vendere?

Mi è più facile dire cosa non vorrei. Sicuramente mobili dove l’attacco dei tarli è stato o è molto esteso, sedie che hanno avuto delle rotture strutturali, o che presentano chiodi sugli incastri; mobili che presentano tarlo lungo o che hanno parti molto imbarcate o spaccate; poi vado a vedere se su molti punti del mobile l’impiallaccio presenta bolle o è rotto e se i mobili sono stati tenuti per molto tempo all’esterno o hanno subito un immersione in acqua dovuta ad allagamento.

Questi sono tutti danni che sono in parte rimediabili con un ottimo restauro, ma in una certa misura saranno sempre un punto debole dei vostri mobili.

Vi è stato utile? Avete un’esperienza in proposito da condividere? Vai sulla nostra pagina facebook

Io ne ho parlato anche in un intervista al Tg2 Costume e Società, eccola

La lucidatura a gommalacca: prodotto e metodo

Avete restaurato un mobile, sia esso d’epoca oppure in stile, seguendo le procedure standard e adesso siete alle fasi finali per cui vi occorre un prodotto per la lucidatura e il mantenimento? Perfetto, allora vi occorre la gommalacca, un materiale che ancora oggi trova impiego nella lucidatura dei mobili per conservare la tecnica di produzione dell’originale e preservarne il vissuto o “pàtina”.

Possiamo affermare che uno dei nostri vanti è la lucidatura a tampone. Il nostro laboratorio, in continua ricerca di nuove tecniche e materiali, ne ha migliorato con gli anni il procedimento, arricchendolo di componenti e segreti appresi anche da mastri liutai, creando così un collegamento tra queste due arti e, alla fine, realizzare un prodotto di alta qualità (in vendita questo mese in offerta, vedi qui). 

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Ma vediamo tecnicamente di cosa si tratta.

Perchè la gommalacca? E’ un composto naturale con una composizione chimica simile a quella dei polimeri sintetici, ed è quindi considerata una plastica naturale. La gommalacca viene utilizzata su legno per impedire spurgo di resina e si impiega nella lucidatura dei mobili, sia d’epoca oppure in stile, per conservare la tecnica di produzione dell’originale e preservarne il vissuto o “pàtina”. Un tempo si riteneva comunemente che fosse ottenuta dalle ali di insetti indiani ma in realtà, la gommalacca è ottenuta dalle secrezioni dell’emittero femmina, ed è raccolto dalla corteccia degli alberi su cui lo deposita per ottenere una salda presa sull’albero. Una volta purificata, la sostanza prende la forma di scaglie di colore giallo/bruno. È stata usata dalla metà del XIX secolo per produrre piccoli oggetti come cornici, scatole, articoli da toeletta, gioielleria, calamai ed anche protesi dentarie. Oggi è usata con il metodo tradizionale per rifinire la mobilia durante la fase della lucidatura, una delle operazioni di restauro del mobile, e viene eseguita dopo aver effettuato tutte le fasi precedenti. (vedi tutorial)

Avete dubbi o domande in proposito? Scriveteci o commentate anche sulla nostra fanpage e se vi va condividete, grazie. RMR

Un laboratorio in affitto

Di cosa si tratta? Di un’iniziativa rivolta a tutti quelli che hanno bisogno di uno spazio per poter dar sfogo alla propria passione. In queste settimane ho pensato alla fine dei cicli di corsi sul restauro che abitualmente teniamo nel nostro laboratorio e mi è venuta in mente un idea: la maggior parte delle persone che hanno frequentato il corso e sono venute qui per approfondire quella che è una loro passione (e ora sono in grado di poter affrontare un restauro da soli) non hanno né uno spazio né l’attrezzatura per poter dar vita al loro primo restauro e penso che, come loro, ci siano altre persone che a casa hanno dei mobili che gli piacerebbe restaurare da soli, sia per un valore affettivo sia per un discorso prettamente economico o per coltivare un hobby.

Purtroppo lavorare in casa è complicato, primo per la presenza di polvere e dei cattivi odori che si producono; poi perché sacrificare uno spazio per farne un laboratorio non è proprio consigliabile, a maggior ragione se si abita in case non abbastanza grandi; ma c’è un ultima ragione, forse la più importante, e riguarda l’attrezzatura adeguata a questo tipo di lavori e indispensabile per poter procedere in maniera corretta. Tutti abbiamo in caso un martello una pinza e un giravite, ma per restaurare un mobile a volte si ha bisogno di morse, seghetti vari, scalpelli, smerigliatrice ecc… Quindi la riflessione mi ha portato all’idea dell’affitto di un banco da lavoro completo di attrezzatura.

Come fare? Potrete portare il vostro mobile e tenerlo fino alla fine del restauro. Il nostro laboratorio si trova in Via dei Limoni 4 nel quartiere Alessandrino a Roma, la disponibilità su date e orari sono riportate qui sotto. Abbiamo immaginato di rendere disponibili i nostri spazi in due giornate, il mercoledì e il sabato, pensando di affittare il laboratorio per 3 ore massimo (a giornata), naturalmente poi decidete voi se utilizzare tutto il tempo disponibile o una sola ora. Abbiamo fissato il costo in 8 euro l’ora durante il quale potrete disporre di un banco da lavoro, di attrezzi, di prodotti, di affiancamento e supporto tecnico, insomma… potrete sempre contare su di noi ma portando a casa la soddisfazione di un lavoro interamente svolto da voi. Può esservi utile? Allora date un’occhiata all’agenda programmata per questa attività con date e orari nei quali potrete venire. Nel caso in cui decidiate di aderire vi invitiamo a comunicarcelo a qualsiasi dei nostri contatti.

GENNAIO- FEBBRAIO

mercoledì dalle 16:30 alle 19:30

14 gennaio – 21 gennaio – 28 gennaio – 4 febbraio – 11 febbraio

sabato dalle 10:00 alle 13:00

17 gennaio – 24 gennaio – 31 gennaio – 7 febbraio – 14 febbraio

mercoledì dalle 16:30 alle 19:30 (secondo ciclo)

18 febbraio – 25 febbraio – 4 marzo – 11 marzo – 18 marzo

sabato dalle 10:00 alle 13:00 (secondo ciclo)

21 Febbraio – 28 Febbraio – 7 marzo – 14 marzo – 21 marzo

Cose utili da sapere per l’acquisto di mobili on line

Vi è mai capitato di comprare un oggetto on line e di essere assaliti dai dubbi tipo… e se poi non corrisponde a ciò che “vedo”? E se ha dei difetti e non me ne accorgo? A me è capitato e perciò ho pensato di mixare la mia esperienza di acquirente con quella professionale e proporvi alcuni consigli utili da sapere per l’acquisto di mobili su Ebay, o portali simili, e su come utilizzare il nostro sito (www.restauromobiliroma.it) per avere un preventivo elaborato sulla base dell’inserzione del venditore. Comincio!

Su Ebay, Subito, etc.. si possono visionare con un click centinaia di mobili che potrebbero fare al caso nostro; infatti, basta impostare la ricerca in maniera corretta e, senza uscire di casa, organizzare i bambini, rivedere gli impegni, prendere l’auto e così via, procedere a una selezione dei mobili che ci interessano avvalendoci dei filtri di ricerca per circoscriverla, successivamente, al budget che abbiamo predisposto.
A questo punto mi sento di fare subito una distinzione: ci sono siti che si occupano solo di acquisti on line (ebay classico, arsantik, etc) che prevedono il pagamento del nostro oggetto prima che venga spedito, perché gli annunci vengono pubblicati in tutta Italia e a volte anche dall’estero; mentre ebay annunci o porta portese, ad esempio, sono dei portali di annunci che ci permettono di circoscrivere la nostra area geografica di interesse prevedendo, di solito, il ritiro del mobile da parte dell’acquirente direttamente sul posto, pagando anche alla consegna.
Quindi per quanto riguarda la nostra ricerca su siti di pura vendita on line non avremo mai un rapporto diretto con il venditore, ma ci viene offerto lo strumento del feedback che permette di capire quale sia il livello di affidabilità del venditore e quindi di avere una tutela a monte.

Perché vi sto dicendo tutto questo? Perché l’esperienza maturata nel campo, prima in falegnameria e poi con la restauro mobili Roma, mi suggerisce di stare molto attento a privilegiare solo venditori con feedback alti in quanto dovreste fargli una serie di domande alle quali sarebbe davvero importante rispondere in maniera sincera, ma, che al contrario potrebbero non essere evase in maniera esaustiva perché non vi si può dedicare il tempo necessario in quanto sovraccaricati di richieste e di ordini.

Cosa farei io? Intanto vi suggerisco alcune domande di base che porrei al venditore in questione: in primis chiederei quale storia ha il mobile, chi lo ha fabbricato, in che anno, in quale regione o nazione, come ne è venuto in possesso, se è stato sempre in casa o se è stato mai custodito in cantine-soffitte o all’aperto. Questo chiaramente ci aiuta a contestualizzare e capire meglio l’oggetto che stiamo vedendo.
Un altra serie di domande riguarderebbero la manutenzione: in che stato (generale) di conservazione si trova il mobile? Ci sono dei difetti evidenti? Qual è lo stato della lucidatura ed è mai stato mai sottoposto a un restauro? E’ sotto attacco di tarli o ne ha mai subiti e da quanto non fà un trattamento antitarlo (noi facciamo così)? Nel caso in cui il venditore risponda in maniera positiva ad una o più di una delle nostre domande allora ci troviamo davanti a un oggetto che probabilmente si dovrebbe sottoporre a restauro e sicuramente questo influirà sulla vostra scelta d’acquisto.
Ok, il mobile però vi piace molto e vi sembra comunque un affare da concludere. In questo caso allora vi suggeriamo di ponderare la scelta cercando di capire a quanto possa ammontare il costo aggiuntivo del restauro avvalendovi del supporto di un preventivo, prima dell’acquisto, che in maniera chiara e oggettiva vi fa capire quanto spenderete in conclusione. E qui vi aiutiamo noi! Potete inviarci le foto o il link dell’annuncio e saremo noi a formulare un preventivo sui costi da affrontare. Infatti, spedendo il link dell’annuncio a info@restauromobiliroma.it saremo in grado di visionare le immagini e così facendo vi aiuteremo a stabilire insieme quali interventi ci sono da fare e fornirvi immediatamente un preventivo di spesa, gratuito.

Ok, adesso avete le idee chiare e potete procedere all’acquisto del mobile on line con maggiore sicurezza. Pensate che sia stata una buona idea quella di avvalervi del nostro supporto e che può esservi utile l’ulteriore servizio che forniamo? Anche noi crediamo di potervi aiutare risparmiando tempo e denaro perciò, a questo punto se volete, trovato un accordo sul prezzo del restauro, potreste far spedire l’oggetto direttamente nel nostro laboratorio, risparmiando le spese di ritiro.

Adesso il mobile si trova nel nostro laboratorio ed è in fase di restauro ma… nel vostro caso l’avete acquistato per arredare la nuova casa o quella attuale in fase di ristrutturazione e non avete ancora la disponibilità degli spazi. Che fare? Ci abbiamo pensato noi (voi non preoccupatevi, avete altre mille cose da gestire) infatti, una volta restaurato, lo possiamo tenere nei nostri depositi gratuitamente per un massimo di 60 giorni. Un servizio gratuito pensato per ripagare la vostra fiducia e che è valido non solo per Roma (sede del nostro laboratorio nel quale, se volete, al momento della ricezione del mobile potrete essere presenti) ma per tutta Italia in quanto potremmo aggiornarvi continuamente sullo stato del restauro con foto sui nostri social, su whats app o per mail e spedirvi il mobile con un corriere di nostra fiducia.
Per quanto riguarda i siti di annunci con ritiro a domicilio (ebay annunci, porta portese on line) potete sempre sottoporre le domande che vi abbiamo elencato prima al venditore e in questo caso, prima dell’acquisto, potrete confutare con i vostri occhi la veridicità delle risposte. Non siete ancora convinti delle risposte che vi hanno fornito? Il venditore si trova in zona e vi ha proposto di andare a vedere l’oggetto di persona? Ottimo, ma l’occhio di un esperto sicuramente aiuta a vedere se ci sono delle cose che non corrispondono in maniera più analitica e attenta e anche in questa fase, se volete, potete chiederci supporto. In questo caso possiamo fare un preventivo per il restauro scambiandoci le informazioni sempre on line, poi (se l’oggetto si trova a Roma), al momento del ritiro presso il venditore verremmo anche noi aiutandovi a decidere se è il caso di procedere all’acquisto o meno. In caso d’acquisto vi confermeremo il preventivo fatto on linee e porteremo il mobile nel nostro laboratorio e daremo il via al restauro. Nel caso in cui la trattativa con il venditore non vada a buon fine non dovete sostenere nessun costo relativo al nostro affiancamento, il servizio è totalmente gratuito (su Roma), ci basterà la vostra fiducia e magari anche un like sulla nostra fanpage :-).