Come fare un trattamento antitarlo (efficace) da soli

Cominciamo con il dire che esistono molti tipi di antitarlo e ci vorrebbe un articolo dedicato per ognuno di loro, ma vi assicuro che su internet troverete professionisti che decantano il loro metodo antitarlo come il migliore in assoluto e che gli altri sono da considerarsi quantomeno inefficaci, o peggio, da buttare. Poi ci sono hobbisti che hanno trovato la ricetta perfetta perché un vecchio falegname che viveva tra i monti un giorno…. e vissero felici e contenti.

Io penso che ogni metodo abbia dei pro e dei contro e che per ogni tipologia di intervento c’è quello più idoneo alle vostre esigenze e quello meno adatto alla situazione da affrontare. Io ne illustrerò uno che è un metodo molto efficace e usato da più tempo dai professionisti del settore.

tarlo

Quello con la permetrina, la sostanza che in maggior misura compone i vari prodotti antitarlo che troviamo dal ferramenta. E’ una sostanza attiva antiparassitaria utilizzata per i presidi medico-chirurgici e come insetticida. Appartiene alla famiglia dei piretroidi ed agisce come neurotossina. Secondo gli studi di un autorevole ente americano, il Connecticut Department of Public Health, questa sostanza ha bassa tossicità per i mammiferi, l’assorbimento attraverso la pelle è limitato e le reazioni allergiche sono rare (fonte wikipedia). In commercio esistono anche degli antitarlo inodore, anche se io, comunque, consiglio vivamente l’utilizzo di mascherina con filtri e guanti robusti.

Come si utilizza?

L’antitarlo deve essere iniettato nei buchi con una comune siringa e le parti grezze dovranno essere spennellate in maniera abbondante. Nel caso in cui al mobile si debba togliere la lucidatura consiglio di fare il trattamento dopo la sverniciatura. (guarda il tutorial)

Portata a termine la fase di sverniciatura si potrà spennellare tutto il mobile e ripassare i buchi con la siringa (dipende dal tipo di lavoro che dovete effettuare). A questo punto prendete del celofan e avvolgete il mobile.

IMG_7521

Sopra il celofan, con un film da imballo da 50 cmm ( di solito si trovano comunemente dal ferramenta), chiudete il vostro sacco avendo l’accortezza di averlo imballato tutto, magari anche più volte. Dovrete lasciarlo per almeno 20 giorni in questa condizione.

Finito l’antitarlo vero e proprio dovremmo passare alla fase in cui cercheremo di rendere meno accogliente possibile, per il temibile tarlo, il nostro mobile; per esempio sappiamo che le parti già trattate difficilmente verranno attaccate dal tarlo per cui conviene passare qualche mano di gommalacca anche nelle parti grezze. Un’altra cosa da sapere riguarda il fatto che i tarli depositano le loro uova in buchi o spaccature del legno, quindi se non dobbiamo lucidare nuovamente il mobile e non possiamo stuccare con stucco tradizionale, dovremo procedere con l’applicazione dello stucco a cera. E’ venduto in bastoncini.

  • Dovete tagliarne un pezzetto e tenerlo in mano
  • dopo qualche istante potete iniziare la manipolazione
  • fate un vermicello a punta e mettetelo nel buco o fessura
  • infine, togliete l’eccedenza strofinando con un panno di lana.

Io trovo questo metodo efficace, semplice ed economico. E voi?

Buon lavoro a tutti da restauromobiliroma

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